Scenario post apocalittico, fotografia spettacolare e sonoro impeccabile, oltre che un pizzico di putignanesità che non guasta mai. Index Zero è il primo lungometraggio di Lorenzo Sportiello, promettente e ambizioso regista nato e cresciuto a Putignano che ora si ritrova a confrontarsi con il panorama cinematografico internazionale.
Lo abbiamo incontrato proprio al BIFEST(Festival del Cinema di Bari), dove, da buon compaesano, ci ha concesso un’intervista ed una piacevole chiacchierata.
– Primo lungometraggio. Ha deciso di debuttare con il genere fantascientifico. Come mai questa predilezione rispetto ad altri generi?
Fin da bambino mi ha sempre affascinato la Fantascienza. In questo genere, più di altri, c’è la possibilità di raccontare la realtà attraverso immagini spettacolari, che assumono prima un ruolo metaforico poi addirittura filosofico rispetto al mondo circostante.
– Quali sono stati quindi i modelli che hanno ispirato Index Zero?
”The Road” di John Hillcoat, ”Children of Men” di Cuaròn con Clive Owen, ma anche il romanzo ”La strada”. Ad accomunare queste opere sono quel ricorrente scenario post apocalittico che prende il sopravvento. Questi però sono solo alcuni dei modelli ispiratori del film.
– Index Zero è il primo film fantascientifico italiano dopo 17 anni con aspirazione internazionale. Prima di lei, nel lontano 1997, provò a cimentarsi nel genere proprio Salvatores, con ”Nirvana”. Lei ha deciso di mettersi in gioco quindi in una sfida ardua dalla quale pare ne sia uscito vincitore con un risultato pregevolissimo. Ci descriva le sue sensazioni alla prima del film.
La prima assoluta del film è stata al Festival del Film di Roma, ad Ottobre. L’emozione è quella tipica di un uomo ambizioso che, dopo aver dedicato tempo ed energia ad un progetto importante, non può fare altro che aspettarsi una buona accoglienza e giudizi positivi. Anche in seguito agli intoppi legati alla fase di produzione..
– Intoppi? Cosa è successo di preciso?
Il produttore, a metà dell’opera, ha dovuto abbandonare a causa di problematiche personali. Però eravamo già a buon punto e non ci andava affatto di distruggere quanto creato. Io e la troupe, composta tra l’altro da mie amicizie di vecchia data, abbiamo deciso seriamente di rimboccarci le maniche e dedicarci a tutto, perfino alla fase di montaggio.
– Produzione e aspetti tecnici italianeggianti, ma il film è totalmente in lingua inglese. Perché ha deciso di affidarsi ad un cast quasi completamente straniero piuttosto che ingaggiare suoi connazionali?
Per una ragione prettamente storica. Il futuro lo si può immaginare così: negli ipotetici Stati Uniti d’Europa la lingua ufficiale inevitabilmente sarà l’inglese. Ho scelto di girare tutto il film in inglese proprio per coerenza rispetto alla storia.
– Quindi lei come immagina il 2035?
Spero assolutamente meglio di come è ritratto nel mio film. Senza dubbio.
– Come mai ha ritenuto la Bulgaria la location più adatta ad ospitare le riprese di Index Zero?
Prima di tutto perché la Bulgaria è uno stato ai confini del Vecchio Continente. In quanto tale, quindi, è una sorta di dogana d’Europa, sede di carceri in cui realmente vengono detenuti migranti provenienti dall’Est. Il film è di fantascienza, perciò enfatizza questo aspetto, ma ho pensato che la location, i volti caratteristici e alcune zone davvero fatiscenti fossero perfette ad accogliere le riprese del film.
– ‘La libertà non è più sostenibile”. L’affermazione più emblematica nella sceneggiatura, assume sfumature cinicamente apocalittiche. Ponendo uno sguardo realistico al mondo occidentale presente, come la vuole interpretare questa frase?
La libertà non è più sostenibile. Da anni è un dato di fatto. Prendendo spunto dall’emigrazione italiana sulle coste americane nel XX secolo, fino ai giorni nostri. La paura del terrorismo oggi, ad esempio, è uno dei motivi per cui i governi sono indotti a bloccare i flussi migratori, il che porta anche ad una limitazione della libertà delle persone. Basti pensare a Lampedusa.
– Dal corto ”FIB1477” con Carolina Crescentini, in concorso alla mostra internazionale del cinema di Venezia, per passare a ”Col sangue agli occhi” fino al presente lungometraggio Index Zero. Quali sono i suoi programmi per il futuro?
Per adesso penso al mio futuro imminente, che mi vede impegnato in una serie ”crime” che verrà messa in onda a breve nelle reti RAI. Poi, è ovvio, ho intenzione di tornare al grande schermo, magari con un film d’azione o un thriller. Ma si vedrà.
– Domanda inevitabile, per concludere. Quali consigli può dare ai numerosi giovani creativi che sognano un futuro nel mondo dell’arte e, oggi più che mai, si sentono costretti a limitare i propri sogni?
Il consiglio che mi sento di dare ai più giovani è quello di girare il mondo, visitare luoghi e conoscere volti nuovi. Raccogliere informazioni e vivere avventure. Esplorare ogni angolo del mondo alla ricerca dell’ispirazione per raccontare storie. Viaggiare quindi, è fondamentale.
