Una casula per Santo Stefano

Il Cavaliere di Malta putignanese don Andrea Simone celebra il santo patrono con una preziosa casula. In occasione dei festeggiamenti religiosi, su iniziativa del sig. Mario Campanella, sarà donato alla reliquia di Santo Stefano un cesto di rose rosse.

In occasione dei festeggiamenti di Santo Stefano Protomartire, santo protettore di Putignano e alla presenza dell’arciprete don Peppe Recchia e del Presidente Feste Patronali Cosimo Paolillo, don Andrea Simone, sacerdote putignanese e Cappellano di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta (assieme a 3 giovani putignanesi volontari dell’Ordine di Malta) presenterà una casula (paramento liturgico) di colore rosso (colore liturgico della festa di Santo Stefano) acquistata dallo stesso e realizzata dall’atelier LAVS di Sant’Arcangelo di Romagna di pregiata fattura e prezioso valore economico. Il manufatto, interamente realizzato a mano, è stato studiato sia per racchiudere la storia del santo (riportando al suo interno i simboli del martirio di Santo Stefano) sia per celebrare il dono della reliquia della calotta cronica del santo fatta al baliaggio di Putignano da parte dei Cavalieri Gerosolimitani, poi meglio conosciuti con il nome di Cavalieri di Malta.

Il paramento è e resterà di proprietà di don Andrea Simone, il quale consentirà l’uso per le feste del 26 Dicembre e del 3 Agosto di ogni anno nel corso delle due distinte celebrazioni prima citate.

La casula sarà indossata per la prima volta il 3 Agosto 2019 da S.E. R. Mons. Giuseppe Favale, vescovo della diocesi di Conversano-Monopoli per la solenne Celebrazione Eucaristica.

Venerdì 2 Agosto dopo la celebrazione della Santa Messa e prima del trasferimento del quadro del Santo, vi sarà una breve presentazione del paramento liturgico accompagnato da una breve mostra fotografica che illustrerà le fasi di realizzazione del pregiato manufatto tessile.

Si prospetta, annualmente, di poter donare altre suppellettili, sul medesimo stile, per poter realizzare un parato liturgico completo.

Inoltre, in occasione dei festeggiamenti religiosi del 3 Agosto in onore di Santo Stefano, protomartire di Putignano, su iniziativa del sig. Mario Campanella, luogotenente della Finanza in pensione, rifacendosi alla storia del culto di Stefano protomartire, verrà donato sulla reliquia di Santo Stefano un cesto, offerto dal signor Campanella, in cui saranno immesse rose rosse nel pieno rispetto della tradizione.

Infatti, secondo il racconto storico, dopo la morte di Stefano, il 3 agosto 415 si narra che un sacerdote di nome Luciano di Kefar-Gamba ebbe in sogno l'apparizione di un venerabile vecchio in abiti liturgici, con una lunga barba bianca e con in mano una bacchetta d'oro con la quale lo toccò chiamandolo tre volte per nome. Gli svelò che lui e i suoi compagni erano dispiaciuti perché sepolti senza onore, che volevano essere sistemati in un luogo più decoroso e che volevano fosse dato un culto alle loro reliquie, allora Dio avrebbe salvato il mondo destinato alla distruzione per i troppi peccati commessi dagli uomini. Luciano domandò chi fosse e il vecchio rispose di essere il dotto Gamaliele che istruì san Paolo, i compagni erano il protomartire Stefano che lui aveva seppellito nel suo giardino, Nicodemo suo discepolo, seppellito accanto a Stefano, e Abiba, figlio di Gamaliele, seppellito vicino a Nicodemo; anche lui si trovava seppellito nel giardino vicino ai tre santi, come da suo desiderio testamentario. Infine indicò il luogo della sepoltura collettiva, che sarebbe stato riconoscibile dal profumo: due dei sepolcri sarebbero stati infatti decorati da cestini di rose bianche, uno da fiori di zafferano e quello di santo Stefano di rose rosse. Con l'accordo del vescovo di Gerusalemme, si iniziò lo scavo con il ritrovamento delle reliquie. La notizia destò stupore nel mondo cristiano, ormai in piena affermazione, dopo la libertà di culto sancita dall'imperatore Costantino un secolo prima. Da qui le reliquie di Stefano cominciarono a spargersi per il mondo conosciuto di allora.

 

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