Rubati i tubi per l’irrigazione dell’orto scolastico della scuola Di Mizio

Sembrerebbe, come si dice, una fake news, ma talmente paradossale da risultare scopertamente falsa. E invece è proprio vero!

Nei giorni scorsi qualcuno ha trafugato i tubi dell’impianto di irrigazione dall’orto didattico dei bambini della Scuola Primaria “Di Mizio”.

A tanto siamo arrivati! L’orto scolastico è diventato un bell’esempio di “progetto di comunità”, in cui innanzitutto i bambini, e poi, il Dirigente Scolastico, gli insegnanti, gli amici della “Biottega”, tanti genitori, nonni e nonne si sono prodigati per sostenerlo; molti di essi incontrandosi periodicamente, tutti insieme, per le piantumazioni, le lavorazioni, le raccolte.

Un bell’esempio di condivisione, di apprendimento inter-generazionale, di cura di un bene comune. Un bell’esempio di comunità che assume in proprio la cura di uno spazio pubblico, che fa dono di un po’ del proprio tempo e della propria attenzione e che vuole trasmettere ai bambini il sentimento e il valore del rispetto per l’ambiente, per le risorse naturali, per i beni comuni, il valore del rispetto tout-court.

E poi avvengono queste cose… Che brutto! Ma come si può arrivare a compiere azioni come questa? A essere talmente abbrutiti dal proprio egoismo predatorio da non riuscire a frenare la propria ottusa avidità neanche dinanzi a un bene dei bambini? Quando i bambini hanno saputo dell’accaduto hanno alternato espressioni di sorpresa, di sconforto, di impotenza, e soprattutto di indignazione. Alcuni sono venuti fuori con delle improbabili minacce: “Restituiteci subito i tubi, altrimenti guai a voi!”, e qualcun altro a rinforzo,

Se non ce li restituite ve la vedrete con me!”. Ma dopo, una bambina ha argomentato: “Forse chi li ha presi ne aveva bisogno…”, e un altro, “Sì, ma allora potevano chiedercelo”. Ecco un percorso verso la civilizzazione: non più minacce o desiderio di “vendetta”, ma voglia di capire e al limite di aiutare.

Ecco: tu che ti sei appropriato di un bene dei bambini, la prossima volta chiedi, chissà che non ti venga dato. Ma per questo ci vuole più coraggio…

 

                                                              

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