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Una putignanese al Gran Premio di Monza

Marica Mastrangelo, giovane trentenne putignanese con una laurea in archeologia e una smisurata passione per l’automobilismo ricopre il ruolo di commissario di percorso al Gran Premio di Monza.

Il Gran Premio automobilistico d’Italia che si tiene ogni anno a Monza è uno degli eventi motoristici più importanti a livello internazionale che ogni prima domenica si settembre richiama appassionati da ogni angolo del Paese. E per l’edizione 2014, la storica competizione ha visto impegnata per la prima volta anche una putignanese.

Si tratta di Marica Mastrangelo, giovane trentenne putignanese con una laurea in archeologia, un dottorato in dirittura d’arrivo e una smisurata passione per l’automobilismo che per l’occasione ha rivestito il ruolo di commissario di percorso.

Marica racconta che questa sua grande passione, molto diffusa tra i ragazzi e molto meno tra le ragazze, è nata quando era ancora una bambina, affascinata da quei bolidi veloci costruiti con avanzate tecnologie.

Una passione che aumenta costantemente nel corso degli anni assieme al tifo per la Ferrari, che la spinge ad assistere come pubblico a diverse edizioni del Gran Premio d’Italia; poi qualche anno fa la svolta: “Decisi di diventare commissario di percorso perché mi resi conto che sapevo quasi a memoria molte regole dell’automobilismo sportivo e poi ero troppo affascinata da quel mondo e avevo voglia di farne parte”.

Così inizia una lunga gavetta nell’ambiente dell’automobilismo, il corso per diventare commissario di percorso ACI- CSAI, un mondo prettamente maschile, dove nonostante tutto, Marica è riuscita a farsi spazio tanto da ottenere nel 2012 la prima soddisfazione in questo percorso: la nomina a commissario di percorso per la tappa italiana del Mondiale Rally che si svolge in Sardegna. In seguito sono giunte nomine per gare importanti (Rally del Salento, Coppa Selva di Fasano e Coppa Sila) e la riconferma per il Rally di Sardegna, nomine che le hanno permesso di accumulare sempre più maggiore esperienza.

Poi, a inizio agosto, la chiamata più importante, quella sognata per tutta la vita e che raramente si concretizza: quella per Monza.

“Alla nomina ho reagito ridendo perché credevo ad uno scherzo” – esordisce Marica – “poi ho letto l’ordine di servizio e ho visto il mio nome ed è stato un misto di risate e commozione. Allora ho preso il telefono e ho chiamato mia madre dicendole: E’ ufficiale vado a Monza! e lei: Mi raccomando che sarai lì come Ufficiale e non come tifosa!” Un consiglio prezioso che ha ricordato ogni qual volta ha incontrato tutti i suoi beniamini e tutti i personaggi che animano il paddock e che solitamente Marica guarda in tv.

Marica era di postazione all’ uscita del curvone veloce di Biassono (la prima vera curva posta dopo la Prima Variante, la linea di partenza del famoso circuito brianzolo); nelle gare di “Gp2”, “Gp3” e “Porsche Cup”  invece aveva il compito di sventolare ai piloti le diverse bandiere previste dal regolamento (di colore verde, gialla o blu) mentre per la gara più attesa, quella della Formula 1, ha dovuto indossare oltre alla tradizionale tuta arancio, doppi guanti in plastica e ignifughi per poter prestare soccorso e mettere in sicurezza le vetture e i piloti coinvolti in eventuali incidenti. Tutte queste operazioni avvengono con il supporto di persone esperte in pratiche antincendio che prestano il loro servizio in diverse manifestazioni nazionali e internazionali.

“Durante questa gara a Monza nessun intervento degno di nota. Si comunicava tramite radio che era nelle mani del mio capoposto e ognuno di noi in postazione aveva un compito: radio, comunicazioni e decisioni al capoposto, gli altri commissari alle bandiere e agli interventi”

Per il futuro, Marica vorrebbe continuare in questo ambiente; le piacerebbe crescere e fare nuove esperienze ricevendo nomine per gare estere “Magari per Spa o Nurburgring. Sarebbero un sogno!”.