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Putignanesenelmondo, Gianluca e la farinella “coast to coast”

Buon sangue non mente. Figlio del presidente dell’Associazione Putignanonelmondo, Piero, Gianluca Campanella sperimenta da anni lo status di “putignanesenelmondo”. Da Putignano a Parma, da Barcellona a Bruxelles fino a Gran Canaria. E persino un tour cicloturistico di un’intera estate da Parma a Santa Maria di Leuca, attraverso tutte le regioni adriatiche.

Nel cassetto un sogno: fare dell’enogastronomia territoriale una ragione di vita professionale. “Considero il settore Food un elemento imprescindibile per lo sviluppo e la valorizzazione di un territorio, in quanto esso è legato intimamente al patrimonio storico-artistico del territorio stesso – dice Gianluca – Sebbene la mia figura professionale non sia ancora molto conosciuta (basti pensare che il corso universitario in Scienze Gastronomiche che ho frequentato nasce solo nel 2004!), vado avanti nella convinzione che prima o poi arriveranno i frutti dei miei studi e delle mie passioni: il turismo, lo sviluppo rurale, la promozione dei prodotti tipici e l’organizzazione di eventi legati alla gastronomia”.

Sulle spalle, intanto, l’esperienza del Master Cultura Organizzazione e Marketing dell’Enogastronomia Territoriale (COMET), un tirocinio presso il Comune di Parma e 6 mesi di collaborazione con l’agenzia di comunicazione e organizzazione di eventi VideoType. E, ancora, l’Erasmus Traineeship presso l’Unitat UB-Bullipèdia dell’Università di Barcellona (progetto di Ferran Adrià con lo scopo di “accademizzare” la cucina) e il corso di Europrogettazione Mediterraneo-Balcani a Bruxelles. Per ultimo, un tour cicloturistico enogastronomico da Parma a Santa Maria di Leuca, attraversando le regioni adriatiche italiane ed andando a scoprire i prodotti tipici della cultura di ogni tappa sul percorso.

Hai mai sponsorizzato la farinella putignanese nei tuoi viaggi?
“Sempre! Ogni volta che lascio Putignano ne porto con me grandi quantità, per autoconsumo e non. Più di un anno fa, con una rinomata gelateria di Parma, ho promosso la produzione di gelato artigianale con la farinella che ha riscosso buon successo. E poi, nel primo numero della rivista gastronomica KmVero, ho scritto un reportage completo su storia, tradizioni e usi in cucina del nostro sfarinato”.

Da esperto del settore, come valorizzare territorio e gastronomia putignanese?
“I primi comunicatori e ambasciatori sono coloro che vivono, o hanno vissuto, in un posto. Le scuole, non solo di 1° grado, meritano uno spazio di approfondimento più ampio sulla cultura delle tradizioni e dei prodotti del territorio. Le sagre, poi, secondo la mia opinione, sono ormai obsolete, momenti solo per riempire lo stomaco senza comprendere realmente cosa si sta consumando. Iniziative del tipo “A tavola con i Cavalieri di Malta” o eventi  dello Slow Food, piuttosto, rappresentano esempi concreti sulla promozione e valorizzazione di territorio e prodotti tipici. Un plauso inoltre va, da parte mia, ai tanti ristoratori putignanesi che non dimenticano le radici culinarie in ogni piatto proposto sulle tavole e alla rete di imprese e istituzioni che orienta ogni scelta sulla cultura del food “.

“Da gennaio a giugno prossimo – racconta, infine, Gianluca – respiro aria di Spagna, presso l’Ayuntamiento de la Villa de Moya nelle isole Canarie. Vi scrivo da qui, dove sono impegnato per un tirocinio che ha l’obiettivo di realizzare progetti europei per lo sviluppo rurale, con particolare attenzione verso le tematiche di parità di genere, auto-imprenditorialità delle donne rurali e promozione dei prodotti gastronomici tipici del territorio Moyense”. Una esperienza che si sta rivelando davvero interessante per il nostro viaggiatore 25enne che, in occasione della Fiera “Gran Canaria Me Gusta” di fine aprile ha perfino organizzato una serie di degustazioni al buio dei prodotti Moyensi (formaggio, miele, funghi, bizcochos).

Per il futuro, sempre un grande interrogativo. Ma una certezza: di là del mondo, vicino o lontano da Putignano, c’è un posto che guida il percorso di crescita di ognuno e, siamo sicuri, Gianluca saprà riconoscere il suo!