L’ultramaratoneta campione italiano della dodici ore in pista, Vito Intini, parla del suo rapporto con lo sport e delle sue origini putignanesi.
Vito Intini è figlio di emigrati italiani in Germania; rientrato in Italia dopo quindici anni si è laureato in filosofia e attualmente vive a Bolzano. I contatti con la terra d’origine, però, non li ha persi e ha partecipato a molte iniziative culturali e sportive a Putignano. Nel 1994 è stato un candidato per il posto di primo cittadino e nel marzo scorso ha battuto il record di cento chilometri su tapis roulant su Piazza Aldo Moro, con un tempo di sette ore, quarantacinque minuti e trentanove secondi.
L’ultima impresa l’ha visto impegnato di nuovo nella “sua” Putignano: poco prima della sfilata dei carri allegorici ha battuto il record italiano di ventiquattro ore di corsa su tapis roulant, in un chiostro comunale gremito di appassionati, amici e semplici curiosi.
Quali sono le ultime gare a cui ha partecipato? Qual è stato il suo piazzamento?
A fine settembre ho partecipato al campionato italiano della dodici ore in pista che quest’anno si è svolto in notturna a San Giovanni Lupatoto (in provincia di Verona). Ho vinto la gara diventando campione italiano della dodici ore per il secondo anno consecutivo. Il chilometraggio non è stato altissimo (118,6 km) ma nelle ultime due ore avevo un vantaggio di oltre 5 km e ho semplicemente gestito il vantaggio.
L’8 ottobre (appena due settimane dopo la vittoria nella dodici ore) ho partecipato al campionato italiano FIDAL della ventiquattro ore a Fano. Il risultato è stato molto sorprendente nonostante la stanchezza ancora nelle gambe sono riuscito ad arrivare quarto assoluto con 202 km percorsi.
Va detto che dopo la quarta ora sono stato fermo per più di un’ora per un blocco della schiena e della gamba sinistra. Solamente dopo l’intervento dell’osteopata, tecnico della nazionale ultramaratona, è riuscito a ripartire. A quel punto avevo pensato al ritiro. Ma sono ripartito dal trentesimo posto salendo ora per ora la classifica. Nelle ultime due ore ho percorso più di 25 km vedendo la possibilità di salire sul podio. Sono arrivato a meno di un chilometro dal terzo.
Che cosa significa per lei la vittoria?
La vittoria è una conferma della scelta vincente degli allenamenti e lo stile di vita applicati. Non è la medaglia che mi emoziona ma la consapevolezza di poter essere un esempio per gli altri… giovani e non!
Di solito la vittoria è dedicata a qualcuno in particolare?
Sempre a mio figlio Peter!
Da quanto pratica questo sport?
La corsa è stata da sempre lo sport che preferivo. La corsa tipo maratona la pratico dal 1990 con uno stop di quattro anni (1996-2000) dovuti alla nascita di mio figlio Peter. Oggi vedo la corsa come confronto con gli altri per avere una reale dimensione delle proprie capacità.
Si allena giornalmente?
Mi alleno ogni giorno così come ogni attività che si ama, va seguita giornalmente. C’è gente che guarda la TV ogni giorno passivamente. Io preferisco fare attività sportiva.
E’ membro di un’associazione sportiva putignanese?
Dell’ASD Amatori Putignano da esattamente vent’ anni. Anche se vivo lontano da più di quindici anni, il senso di appartenenza verso le mie radici mi lega con immenso piacere agli Amatori.
Quali sono le prossime gare in programma?
Dopo la sei ore che l’ASD amatori Putignano ha organizzato in concomitanza alla Marcialonga di San Giuseppe, vorrei riprovare a fare un record sul tapis roulant magari nella dodici ore ma questo è per ora solo un pensiero.
Vito Intini è uno sportivo che ha regalato tante emozioni alla nostra cittadina e tante ancora ne regalerà; di lui si parla come di un putignanese a tutti gli effetti, il quale grazie alla passione per lo sport, alla costanza e alla determinazione è riuscito ad ottenere tanti record, ma soprattutto la stima di appassionati e non.














