Attende sostenuta da una speranza intensa e profonda, così come s’intuisce sia stato il legame che l’ha unita per un anno e mezzo a Giuseppe Girolamo, il musicista disperso con l’assurdo naufragio della Costa Concordia.
Alessia Pantaleo, nata e residente a Putignano, vive da ormai 9 giorni un’attesa straziante che la sta logorando. Lo si percepisce dal tono della sua voce quando la chiamiamo al telefono. È una voce intimamente tesa ma gentile, quando alla nostra richiesta risponde: “Vi prego, non desidero in questo momento parlare di quello che sto vivendo. Non è una scorrettezza, siate gentili, non insistete!” Un’esortazione che chiede rispetto, davanti alla quale ci siamo ritirati con la dovuta discrezione.
23 anni, una laurea in Scienze e Tecniche psicologiche, dicono di lei che abbia un carattere riservato. Minuta, capelli castani e ricci non è facile per lei far fronte ad un evento così improvviso e crudele. In una marea di testimonianze e informazioni c’è un solo punto fermo ed inquietante. La consapevolezza che il suo Giuseppe, musicista diplomato al Conservatorio di Bari, assunto agli inizi dello scorso dicembre dalla Costa Crociere, la sera del naufragio della “Concordia” aveva ceduto il suo posto nella scialuppa di salvataggio ad un bambino, prima di sparire, lui che non sapeva nuotare, nel buio profondo della notte.
Isolatasi nella casa dei genitori, i giorni passano e la speranza si riduce ad un lumicino, le sono vicino la mamma casalinga, le due sorelle maggiori, il papà, impiegato alle F.S.E. C’è il popolo di face book che la sostiene e le è vicino e Alessia che scrive: “Il tempo non ruota in un cerchio ma avanza veloce in linea retta. Per questo, l’uomo non può essere felice…perché la felicità è un desiderio di ripetizione”.
Condivideva con il suo Giuseppe la grande passione per la musica e la consapevolezza di vivere con lui una storia sentimentale profonda, che le apriva le prospettive di un progetto concreto di vita insieme. Lo rendeva possibile la Costa Concordia con un lavoro che ha solo lasciato assaporare, relegando, dopo solo qualche settimana, Giuseppe nel triste elenco dei dispersi. Un eroe per caso in una tragedia assurda che oggi trova Alessia impotente, aggrappata solo ad un miracolo.







