È forte la tentazione di commentare, ad una settimana dal voto, i risultati delle regionali 2010.
Lo faremo tra una settimana. A mente fredda e, spero, a bocce ferme. Con gli eletti certi e le polemiche raffreddate.
Ora è Pasqua.
E, come avremmo scritto qualche anno fa quando eravamo ragazzi, “le colombe volano alte in cielo e la pace tocca i cuori degli uomini di buona volontà”. O così si spera che sia.
Perché la speranza aiuta a credere nei cambiamenti, nei prodigi, negli eventi straordinari. E a volte i miracoli accadono e ci colpiscono per le trasformazioni che riescono a provocare. Non sempre sono visibili ma quando ci sono incidono profondamente nel cuore di chi li vive e di quelli che lo circondano.
Casualmente nella domenica delle Palme ho assistito, nella bellissima e appena ristrutturata chiesa di S. Maria la Greca, alla narrazione della storia del Centurione Frigio scritta dal prof. Giuseppe Macina, ex primario di anestesia nel nostro ospedale, scomparso alcuni mesi fa.
Conoscevo e stimavo il medico e studioso ma non conoscevo l’uomo.
Dalla lettura di questo scritto inedito, di poche pagine e scaricabile dal nostro sito, si scopre come dallo scetticismo, che spesso accompagna gli uomini di scienza, l’agnostico Macina si è messo a scrutare il mistero pasquale attraverso gli occhi del centurione Frigio.
Il suo cuore si è aperto e lui ha creduto, insieme al personaggio della sua opera.
È accaduto un miracolo che ha inciso profondamente nella fase conclusiva della sua vita.
Vi ripropongo il finale dello scritto, sono certo che può incidere anche nella nostra.
Buona Pasqua.
“Così si concludeva per un’umanità ignara e distratta, quella tiepida giornata del 14 di Nisan, nell’anno sedicesimo dell’impero di Tiberio, laggiù in un angolo dimenticato della provincia romana di Giudea. E più semplicemente oggi diremmo che era venerdì 3 aprile del 33 dopo Cristo.
Nessuno quel giorno poteva immaginarlo, né, meno che mai, lontanamente saperlo. Pochi, pochissimi, poi, avevano ragioni valide anche solo per sperarlo.
Ma nulla, sul pianeta terra, e nell’universo intero, ad iniziare da quel giorno, da quell’ora nona e per tutti i giorni e i secoli a seguire, sarebbe mai stato più come prima.
Ma questa e un’altr……….
ANZI NO! È LA NOSTRA STORIA!”







