Data: 06/03/2010
Oggetto: DISGUSTO DI UNA PUTIGNANESE VERACE
Gent.mo Direttore, le scrivo per rappresentarle la mia, disapprovazione in primiis sulla nomina del Presidente della Fondazione che, per capire il Carnevale doveva essere Putignanese vero. Noi Putignanesi nasciamo già con i coriandoli nel sangue, per noi il Carnevale è insito nel nostro DNA. Il Carnevale è da sempre stato una festa del popolo e non , come sta diventando, una bella mostra politicizzata e ne è la prova la stessa nuova Fondazione dove la maggior parte sono politici o politicizzati (a buon intenditor). Cosi il vero Carnevale andrà sempre più spegnendosi fin a morire definitivamente e il suo posto lo prendereà la brutta mostra di un qualcosa che tutto sarà fuorchè il Carnevale che da sempre ha contraddistinto la nostra cittadina e noi putignanesi sia in Italia che all'estero. L'ulteriore prova di quanto il Carnevale sia diventata solo una festa per accalappiare denaro e far bella mostra di politici lo è stato anche il sospendere l'ultma sfilata e non riproporla più (scusa disponibile causa maltempo o che si è in quaresima - allora dovevano chiudere tutti i locali che hanno festeggiato la pentolaccia, ma noooo li si parla di soldi giusto?), e i nostri soldi spesi x il carnevale e quelli di tutti i cittadini?? forse il "signor" Presidente o "il Signor" Sindaco si sono preoccupati di questo??? Come mai in tutto il resto d'Italia (Viareggio, Cento, Acireale, Massafra e persino Casamassima) hanno sfilato tranquillamente il giorno della Pentolaccia???? Il martedi si soffriva dentro i capannoni a veder i carri chiusi, nonostante l'impegno della gente a ballare e a far lo steso festa, perchè alle 19 che non pioveva più non li si è fatti uscire lo stesso?? perchè non si è voluto salvare il salvabile almeno per i forestieri??? Eppure bastava poco!!! c'era gia la disponibilità di uomini e mezzi delle forze dell'ordine e di decine e decine di volontari che avrebbero lo stesso aiutato a far uscire i carri e , quanto meno, a fermarli lungo il percorso per far si di allietare la festa. La sfilata estiva nnon serve a nulla è fatiscente e non ha alcun senso se non ad allienare un po i commercianti. Spero che questo mio sfogo venga da lei colto e pubblicato e letto da tanti miei concittadini con lo stesso mio sangue e coriandoli. Distinti Saluti Rosanna A.
E-mail: nick_peluso@libero.it
Rosanna

Il Direttore risponde:

Mi scuso per il ritardo con cui le rispondo. Spero di farmi perdonare nei prossimi mesi.

Gli argomenti da lei trattati sono di grande interesse e meritano un approfondimento attento e puntuale.

Mi riservo di farlo dopo il carnevale eletttorale quando saranno più chiare le scelte della Regione rispento alla nostra manifestazione.

Grazie dell'attenzione.

b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 01/02/2010
Oggetto: ma è mai possibile ...
...che nel 2010 internet sia considerato l'ultimo strumento di comunicazione e di promozione del Carnevale????

Sono settimane che cerco qualche immagine, qualche informazione ben scritta sul sito ufficiale: ed, invece, non trovo NULLA!

Sono senza parole....
E-mail: piero.luisi@eng.it
Piero Luisi

Il Direttore risponde:
Anch'io.

Un abbraccio
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 01/02/2010
Oggetto: ..... ma è mai possibile 2
Pensa che sono settimane che i miei figli mi chiedono di vedere il carnevale (si badi: vedere vuol dire multimedia e non foto...loro sono "nativi digitali"). E sono imbarazzato nel rispondere che non c'è niente....tranne qualche foto sul tuo sito online. Un caro abbraccio anche a te piero
E-mail: piero.luisi@eng.it
Piero Luisi

Il Direttore risponde:
Grazie, sei molto gentile

cerchiamo di fare del nostro meglio
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 12/12/2009
Oggetto: replica all' articolo di 30dì
Egregio direttore, le scriviamo per quanto pubblicato dal vostro giornale nell’articolo: “La casta dei carristi”. Siamo consapevoli di non sorprenderla con questa nostra replica dal momento che, con tutta probabilità, è quello che più desidera. Capiamo che la testata ha bisogno di far parlare di sé ma vorremmo richiamarla comunque ai doveri di un buon direttore che ben conosce gli effetti dei media sulla società contemporanea. Per una testata che voglia emergere sarebbe auspicabile evitare quel giornalismo d’accatto che non risponde ad alcun codice etico e soprattutto alla verità. Con questo nostro intervento non speriamo di cambiare la vostra opinione sulla faccenda ma desidereremmo almeno aiutarvi, attraverso alcuni interrogativi, a ristabilire quella verità violata dalla vostra inchiesta. L’articolo di basso profilo ha il chiaro intento di gettare infamia su persone che non hanno nessuna colpa se non di essere gli ultimi custodi della capacità e , alla luce delle esigue risorse economiche riconosciuteci, della irresponsabilità di costruire opere che salvaguardino la rispettabilità dell’immagine del Carnevale di Putignano. L’inchiesta presenta una serie di inesattezze, non informa correttamente il lettore e lo devia nell’attribuire ai maestri cartapestai colpe che in realtà sarebbero da attribuire alla Fondazione Carnevale di Putignano. I cartapestai di Putignano partecipano ad un bando pubblico a cui chiunque può partecipare. Nell’articolo si parla in maniera inesatta di una “casta” che farebbe di tutto affinchè nessun altro ne venga a far parte. Forse alcuni appartenenti alla sua redazione si sono scordati che è la fondazione di carnevale che decide chi deve far parte della “casta”; dimenticano anche che solo lo scorso anno è stato introdotto un nuovo gruppo costruttore e ne è stato esluso, nel modo peggiore che la rispettabilità di un gruppo di individui possa meritare, uno presumibilmente appartenente alla “casta”. Vorremmo ricordare tra l’altro che tra le domande di partecipazione al concorso degli ultimi anni non sono pervenute, oltre a quelle degli attuali sette maestri, altre domande. Un dettaglio che, se vogliamo, appare una sottigliezza ma rende gratuite tutte le colpevolezze attribuiteci. Ci verrebbe da chiedere se la vostra rispettabilissima persona, che ha avuto un ruolo determinate in un momento della storia del carnevale in cui se ne decideva la svolta, davvero condivide così come si dovrebbe desumere , lo stile utilizzato dal giornale… Non crede che i maestri cartapestai siano una risorsa per il proprio paese? Non la spaventa il fatto che ne siano rimasti così pochi ? Che qualcuno li chiami una casta presupponendo che fuori ci siano una miriade di persone capaci delle loro stesse opere? Conosce i sacrifici che accompagnano la vita di chi da ragazzo decide di cercare di diventare maestro cartapestaio? Sapete quanti anni servono per poter diventare un maestro? Crede che tutti questi sacrifici siano la stessa cosa che vincere una lotteria? Pensa che un maestro cartapestaio viva nella convinzione che farà quella professione per tutta la vita o nel terrore che lo scempio della politica locale lo escluda da un momento all’altro indipendentemente dal suo impegno o meno? Sa che ci sono gruppi pronti a mollare tutto a chi dimostri di essere pronto a salvaguardare i sacrifici fatti da di chi lascerebbe? Perché una testata locale si affanna in questo modo ad aizzare gli animi dei nostri concittadini nei confronti di chi ha solo un mandato da parte della Fondazione di Carnevale? Sapete di cosa Putignano è anche famosa e conosciuta nel mondo? Crede che siano articoli come il vostro ad allontanare chi vuole avvicinarsi a questo lavoro o i maestri cartapestai che invece gridano a gran voce l’impellenza di un ricambio generazionale? Non crede che cominciare a lavorare ad una nuova opera quando da aprile dello scorso anno si è in attesa di circa un terzo del corrispettivo del premio voglia dire non appartenere ad una gran casta? Non pensa che essere responsabile della salvaguardia di un gruppo di persone che lavorano in un capannone del tutto inagibile voglia dire non appartenere ad una gran casta? Crede che lavorare dodici o tredici o più ore al giorno sia come vincere una lotteria? Crede che il nostro lavoro dovrebbe essere pagato molto di più e che il prezzo che la fondazione paga per i carri sia redicolo? Conoscete il corrispettivo che viene pagato ai carristi di altri carnevali che presentano opere qualitativamente e di gran lunga inferiori, Viareggio compresi? Conosce la considerazione che queste comunità hanno per i loro maestri cartapestai? Sa se i maestri cartapestai abbiano mai chiesto di regolarizzare l’utilizzo dei capannoni nell’intero periodo dell’anno? Non pensa che la loro presenza nei capannoni sia essenziale per sostenere qualsiasi progetto di destagionalizzazione turistica? Concluderemo precisando che è la fondazione che decide come spendere i soldi dei contribuenti putignanesi che gli vengono affidati e lo fa in consigli di amministrazione in cui i cartapestai non sono presenti. Poteva anche chiederlo al suo capo redattore che lo sa bene essendo consigliere della Fondazione di Carnevale da cinque anni, e che sa bene che il mandato datoci dalla fondazione non dura affatto una vita essendo stato lo scorso anno uno dei protagonisti dell’esclusione di uno dei gruppi storici del nostro carnevale. Difendere il carnevale ed i suoi operatori sani dagli attacchi gratuiti di chi non ha perso molto tempo ad informarsi accecato dall’opportunità di un facile “momento di gloria” è un dovere civico cui nessuna delle persone che ne hanno a cura le sorti dovrebbe sottrarsi. Nella consapevolezza che la Sua esperienza in materia di carnevale è una risorsa per tutti noi, risponda a noi o al suo giornalista per far capire agli uni, all’altro o ad entrambi o forse meglio a tutti i suoi lettori, cosa sia meglio per il bene di un patrimonio che va coltivato con la passione di tutti e l’amore di tutti e non va perso nell’ignoranza. Rivolgendole la preghiera di pubblicare la presente sul prossimo numero di 30 DI’, porgiamo cordiali saluti. I Gruppi Cartapestai : Gruppo Bianco Gruppo De Cataldo Gruppo Giotta Gruppo Impedovo Gruppo Loperfido Gruppo Nardelli
E-mail: castacarristi@libero.it
i gruppi cartapestai

Il Direttore risponde:

Riferisco la risposta nell'editoriale.

b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 30/11/2009
Oggetto: occupazione suolo pubblico
Caro direttore, noto con piacere il vostro interesse al problema dell'occupazione delle strade da parte di attività commerciali, non per un motivo personale ma quando il comandante della polizia municipale , dott.ssa Scalini mi dice che i metri a disposizione del passaggio dei pedoni è rispettato, ok, ma se le misure vengono prese con un flessometro da un metro va bene...cosa voglio dire, io abito in via galileo galilei e il disagio per poter salire a casa durante il periodo estivo è troppo. Passare tra la gente che cena non mi sembra normale , quantomeno dover chiedere il permesso per entrare nella propria abitazione. Ma c'è una cosa che nessuno ha preso in considerazione, e cioè il passaggio da quelle strade di mezzi di soccorso come ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco (perchè questi sono i mezzi di soccorso).Entrambi i mezzi hanno la necessità di avere uno spazio che oscilla tra i 250 e 350 cm , spazio che in nessuna strada è rispettato e questo è un pericolo per tutti. Molti locali hanno le salette interne, e non sono piccole anzi, perchè dover creare problemi alla gente concedendo autorizzazioni selvaggi?
E-mail: peppenetti@libero.it
Netti Domenico

Il Direttore risponde:

Carissimo Giuseppe
la problematica è stata da noi trattata nei numeri di agosto e ottobre del nostro free press 30dì.
Non possiamo, per il momento, che girare le sue giustissime e condivisibili osservazioni agli organi competenti dell'Amministrazione comunale per gli auspicati provvedimenti conseguenti. Purtroppo in alcuni casi casi scopriamo che in questo paese l'unica legge che vige è quella del far-west.
Grazie e cari saluti

b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 09/11/2009
Oggetto: Dai tavolini alle srutture realizzate per contenerli!!
Egregio Direttore, Le propongo in argomento il problema dell'occupazione del suolo pubblico da parte di alcuni commercianti. Mentre di estate il problema dei tavoli per le strade e marciapiedi è più diffuso ma forse meno patologico esteticamente, nel periodo invernale ci ritroviamo meno tavoli in giro ma con delle vere e proprie costruzioni per ampliare la superficie di alcune attività commerciali. A mio parere sono insostenibili tali cubature in quanto snaturano il bene comune quali sono i larghi, piazze e strade di NOI TUTTI!! (Il largo Santa Lucia è un obbrobrio in inverno!) Se non erro nel recente passato è stata approvata una delibera che vietava la costruzioni di tali "capanne", ma constato che proprio in questi giorni, come ogni anno, ne sorgono ancora!! Per il momento sono rare ma creano dei precedenti pericolosi per la nascita di tanti "ricoveri" per i tavoli di altre attività commerciali i cui gestori hanno tutto il diritto di esigere lo stesso trattamento e quindi di ottenere le concessioni per nuovi gazebi... E vai con la giungla cittadina!! Dato che ho dubbi sulla correttezza e legalità di tali costruzioni, le chiedo di aiutare me a tanti altri cittadini putignanesi a capire come stanno precisamente le cose: tutti i commercianti possono ottenere la concessione per ampliare la propria attività con gazebi e strutture varie su spazi pubblici? Cordialmente, Giuseppe
E-mail: Giuseppemongelli@tele2.it
(Lettera Firmata)

Il Direttore risponde:

Carissimo Giuseppe
la problematica è stata da noi trattata nei numeri di agosto e ottobre del nostro free press 30dì.
Non possiamo, per il momento, che girare le sue giustissime e condivisibili osservazioni agli organi competenti dell'Amministrazione comunale per gli auspicati provvedimenti conseguenti. Purtroppo in alcuni casi casi scopriamo che in questo paese l'unica legge che vige è quella del far-west. Grazie e cari saluti

b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 13/10/2009
Oggetto: Via Turi: "...il pericolo è sempre presente...."
Egregio Direttore,
il 25-02-2009 scrissi alla Sua Redazione denunciado il fatto che alcuni tratti dei marciapiedi che delimitano la carreggiata di via Turi non permettono ai pedoni di camminare agevolmente ed in assoluta sicurezza.
Fra questi, il tratto di marciapiede più pericoloso è quello adiacente l'area del distributore Q8.
Succede spesso che alcune mamme, con i passeggini ed i bimbi "a bordo" siano costrette a "scendere dal marciapiede" per evitare un impossibile "slalom" fra i pali dei cartelli pubblicitari e delle indicazioni stradali.
Occorre comunque dare atto alla Sua Redazione di essersi interessata all'epoca del problema e di averlo esposto tempestivamente anche sul periodico Trenta-dì (spero sia questo il giusto titolo del giornale..).
Però alla immediata sensibilità da Lei dimostrata nei confronti del problema non è seguito certamente un altrettanto celere interesse da parte di chi il problema lo può risolvere, se vuole...!
Considerata anche la ripresa dell'anno scolastico inviterei, chi di competenza, a presidiare per un solo giorno il marciapiede in questione per rendersi effettivamente conto di quale pericolo corrono quotidianamente gli studenti che necessariamente sono costretti a raggiungere a piedi gli Istituti scolastici ( Scientifico e Classico).
La ringrazio e La saluto cordialmente sperando che questo mio ulteriore appello possa essere utile alla definitiva risoluzione del problema.
Mario Contegiacomo - Cittadino di Putignano
E-mail: mariocontegiacomo@libero.it
Mario Contegiacomo

Il Direttore risponde:
Caro Mario,
come avrai certamente letto, proprio perchè nulla si è mosso dal nostro primo articolo,  abbbiamo ripreso l'argomento nel numero di ottobre di 30dì intervistando la dott.ssa Scalini, comandante del Vigili Urbani di Putignano.
Confidiamo in un tempestivo intervento.

Leggi articolo pubblicato su 30dì

b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 23/09/2009
Oggetto: problema della diffusione degli alcoolici tra i minorenni
Caro Direttore, come Lei ben saprà,ultimamente è molto diffuso tra i ragazzi,minorenni e non,il consumo di bevande alcooliche.Tengo a sottolineare che sono un titolare di uno dei molteplici locali pubblici che ci sono a Putignano e,come tutti siamo sottoposti a continui controlli e a rischio di sanzioni se veniamo "beccati" a somministrare bevande alcooliche ai minorenni. Questo però non fà altro che alimentare la vendita di quest'ultime nei supermercati dove non c'è ilrischio delle sanzioni e trallaltro costano meno, quindi più alla portata di minorenni rispetto ai locali tipo il mio dove il costo è più alto.Ritengo ,quindi,che per tener di più sottocontrollo questo problema sarebbe più logico allargare i controlli anche agli esercizi commerciali suddetti anche perchè non penso siano abilitati alla somministrazione di bevande in genere,figuriamoci per quelle alcooliche e superalcooliche. Spero Vogliate prendere in seria considerazione la mia "denuncia",GRAZIE.
E-mail: lasorellamario@libero.it
(Lettera Firmata)

Il Direttore risponde:

Carissimo Mario,
come avrai certamente letto nell'ultimo numero di 30dì (il nostro mensile free press) abbiamo affrontato l'argomento "alcol" con delle interviste a giovani putignesi.
Ci ripromettiamo di approfondire l'argomento in uno dei prossimi numeri.
Grazie per il contributo e a presto

b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 30/08/2009
Oggetto: cucina a km zero
Gentile Direttore, leggo con piacere che il suo giornale si sia interessato allo "spinoso" problema della "movida" putignanese. Infatti, per chi come me vive sul corso, ogni notte è costretto a confrontarsi con una profusione di rumori, schiamazzi e di cattivi odori che attanagliano le nostre case. Secondo me il vero problema è la maleducazione che contraddistingue l'italiano medio. Forse non tutti sanno, ad esempio, che sul corso Umberto I, molto spesso nel cuore della notte ci sono vere e proprie gare con moto o macchine, che nelle traverse laterali la gente vomita o si prende a botte perchè completamente ubriaca o "fatta" di coca, che a partire dalle ore serali la città rimane in mano a se stessa, che il traffico diventa più intenso e che non c'è nessuna forza dell'ordine a proteggere il cittadino da questo malcostume. Da qualche anno, poi, sono comparsi tavolini ed installazioni varie sui marciapaiedi del corso e sulle vie traverse. Mi chiedo se questo sia possibile da un punto di vista igienico-sanitario visto che le persone e le macchine condividono gli stessi spazi. Comprendo, inoltre, la necessità dei ristoratori di lasciare aperti i locali fino a tarda notte (ricordo che i pub e ristoranti possono restare aperti fino alle 2 di notte nei giorni feriali e fino alle 4 in quelli festivi) per poter svolgere le loro attività, ma mi chiedo se anche noi non lavoriamo e abbiano diritto a dormire sonni tranquilli!! Forse una soluzione potrebbe essere quella di ridurre gli orari di chiusura dei locali, mettere dei limitatori di velocità sul corso e prolungare la presenza delle forze dell'ordine nelle ore notturne sopratutto nel fine settimana. Ritengo, però, che una maggiore educazione e rispetto del cittadino verso la comunità sono alla base di una convivenza civile tra chi partecipa alla movida e i residenti. Cordialmente
E-mail: bobfrog@virgilio.it
(Lettera Firmata)

Il Direttore risponde:
Grazie per la segnalezione, approfondiremio nel prossimo numero di 30dì
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 08/08/2009
Oggetto: Invasione di tavolini
Egr. Direttore, sono una qualunque cittadina di Putignano. Ho letto il Vs articolo sull'invasione dei tavolini, ombrelloni e gazebo dei marciapiedi e delle strade di Putignano e, abitando nei pressi di un bar, vivo in pieno i disagi che ne derivano. Non so quali sono i vantaggi che la cittadinanza ne riceve, ma le assicuro che gli inconvenienti per me, soprattutto d'estate, sono tanti: - difficoltà di traffico e parcheggio a causa della chiusura delle strade limitrofe; - per poter entrare nel portone di casa ogni volta devo chiedere "permesso" perchè gruppi di ragazzi si trattengono a chiacchierare, occupando l'intero marciapiedi, fino alle 2 - le 3 di notte con conseguente fastidioso baccano; - il mio gradino di ingresso spesso diventa panchina e tavolino su cui sedersi e poggiare bicchieri sporchi contravvedenendo alle norme più elementari di igiene; - gli ipotetici 2 metri (spazio che si allarga o che si restringe a seconda della necessità) lasciati liberi per il passaggio vengono ridotti dalla presenza di passeggini parcheggiati, piante ornamentali, tavolini di servizio, colonna posacenere, cartellone con il menù, e gruppi di ragazzi che vi sostano; - ho difficoltà a innaffiare i vasi del mio balcone. Sono costretta a farlo alle 4 di mattina perchè è l'unico orario tranquillo; - ho difficoltà di trovare un orario adatto se ho la necessità di caricare o scaricare pacchi voluminosi o spazzatura o buttare rifiuti per la raccolta differenziata per non fare la "passerella" tra i frequentatori del bar. Altro che "tutela della qualità della vita e dell'ambiente"! Questo bar ha tolto la tranquillità alla mia casa. Ho presentato reclamo al gestore del bar e alle autorità competenti. Il gestore mi ha considerato una bisbetica inacidita e visionaria, la polizia municipale ha risposto che per rilevare questi disagi a quell'ora di notte devo chiamare il 112 e quindi i carabinieri. Non l'ho mai fatto perchè considero ridicolo chiamare i carabinieri o ricorrere a un avvocato per una simile circostanza. Ritengo che chiunque (compresi i carabinieri) passi dal Corso la sera dopo le 21, se vuole, può verificare qual'è la situazione. Mi ha fatto piacere che il suo giornale ha messo in risalto il problema. Mi ha dato conferma che le mie non sono esagerazioni. La ringrazio ancora, anche se dubito che potrà portare a una soluzione positiva per me. Ossequi.
E-mail: xy@xy
(Lettera Firmata)

Il Direttore risponde:
Grazie per la segnalezione, approfondiremio nel prossimo numero di 30dì
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 21/06/2009
Oggetto: tavolini e gazebo
Caro direttore, mi spiega come è possibile che con l’inizio dell’estate si bloccano strade, si occupano piazze e si ostruiscono marciapiedi con tavolini, ombrelloni e gazebo? È giusto x i bar e le pizzerie lavorare di più ma chi si occupa del rispetto dei cittadini e degli spazi pubblici? Grazie
E-mail: glaera@libero.it
(Lettera Firmata)

Il Direttore risponde:
E' un argomento attuale e di grande interesse. Lo approfondiremo nel prossimo numero di 30dì. Grazie per la segnalazione
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 26/04/2009
Oggetto: congratulazioni
caro direttore , ormai vivo fuori dalla mia Putignano da 23 anni circa ed è con immenso piacere ed orgoglio che sfogliando il suo giornale vedo le foto di quella che è stato per me un punto fermo della mia adolescenza , la mia scuola , la Stefano da Putignano, ormai so diventata da tempo biblioteca comunale . Era lì che io passavo i pomeriggi , non avevamo i compiuter allora , era lì che sono nati i primi amori e lì ci riparavamo dalla calura estiva , nel silenzio della sala sfogliando quei libri che poi sono diventati la mia passione ......adesso con il riadattamento anche dell'ala dove noi diventavamo grandi è un'emozione ! da tempo non entravo in quei luohi così a me tanto cari . grazie per avermi portato indietro con la mente in quei posti tanto amati, sì perchè a me piaceva la mia scuola ! grazie ANTONIA MARCHITELLI
E-mail: tittimarchitelli@libero.it
antonia marchitelli

Il Direttore risponde:
Grazie per le sue cortesi considerazioni. Se ha altri ricordi, anche fotografici, ci contatti.
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 13/04/2009
Oggetto: Auguri

Desidero esprimerle tutta la mia ammirazione per la tenerezza del suo articolo. Anche io oggi ho provato una sensazione simile. Stavo facendo addormentare il mio nipotino e assaporavo in silenzio la dolcezza di non sentirmi traballare tutto intorno. Inutile fermare i pensieri... il mio Abruzzo colpito al cuore, quella terra aspra che da sempre offre i suoi frutti solo con grandi sacrifici.
Eppure la mia terra ha figli fedeli e forti, determinati e intenzionati a ricominciare. E' la tenacia del nostro sangue. La mia vita è stata da sempre irta di ostacoli gravi, ho sofferto molto, ma anche quando vivevo momenti terribili e mi lasciavo andare alla disperazione, mentre salutavo per sempre il mio giovane marito che moriva per una leucemia terribile, ho rialzato la testa ed ho continuato a vivere per le mie figlie.
Scusi la divagazione, ma leggendo le sue parole ho provato profonda ammirazione per la sua anima così bella e altruista.
Buona Pasqua, Auguri di tutto cuore Daniela Costantini

E-mail: nostalgiaetenerezza@hotmail.com
Daniela Costantini

Il Direttore risponde:
Grazie per l'attenzione e le gentili considerazioni. Un augurio a lei e alla sua famiglia
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 04/03/2009
Oggetto: Congratulazioni con "l'espressione di un desiderio"
Buongiorno a tutta la redazione, 30 di , sarà un iniziativa formidabile non solo per approfondire. Un "puzzle" di memoria generazionale che nel tempo troverà un posto sui libri di storia telematici. Mi piacerebbe essere li per assistere allo spettacolo di teatroinstrada : Ombre... ci sarà solo pltonicamente, voi mi dareste la possibilità di renderlo visuale al 100 per 100? vs. concittadina Datemi anche la possibilità di riavere una password perchè ripetutamente non l'accetta. Grazie
E-mail: pintosonia@hotmail.com
Sanny

Il Direttore risponde:
Grazie di cuore. Cercheremo di non tradire le aspettative.
b.notarangelo@putignanonelmondo.it
Data: 25/02/2009
Oggetto: Via Turi

Egregio Direttore, approfitto questa volta della opportunità da Lei così cortesemente offerta per fare alcune considerazioni circa "la selva" di cartelloni pubblicitari e cartelli stradali che "invadono" via Turi.

La maggior parte del mio tempo la trascorro sul posto di lavoro e, necessariamente, per il mio ritorno a casa, sono costretto il più delle volte a servirmi della mia auto poiche' abito in periferia, distante quindi dal centro abitato. Quando mi si presenta l'opportunità non disdegno però di percorre a piedì il tratto di strada che mi "separa" dal paese: sono costretto a questo punto, mio malgrado, a confrontarmi oltre che con la pericolosità della trafficatissima via Turi anche con una miriade di cartelli stradali e cartelloni pubblicitari che invadono letteralmente il marciapiede, specie il tratto confinante con l'area del distributore di benzina Q8.

 Il problema potrebbe anche non sussistere se gli stessi cartelli(mi riferiso in maniera particolare a quelli pubblicitari) fossero messi a debita distanza l'uno dall'altro e ad una altezza tale da non costringere i passanti a fare impossibili contorsioni con la schiena per superare indenni (cioè...senza battere la testa..!!) tutti quei pali che sostengono la segnaletica stradale e la cartellonistica pubblicitaria: un vero pericolo per chì dovesse avventurarsi a piedi su quel tratto di strada, situazione questa che, se non si interviene, prima o poi procurara' seri danni fisici (vedi trauma cranico..!!) a qualche malcapitato.

Ritengo dunque essere questa una situazione molto seria e pericolosa in quanto il tratto di marciapiede affiancato al distributore di benzina innanzi ricordato, essendo invaso da questa "foresta" di pali di ferro e di cartelloni (messi a quasi un metro da terra) costringono necessariamente i pedoni ad "scendere" dal marciapiede (privo di mattoni....) e ad invadere la corsia automobilistica proprio nel punto di incrocio, il più pericoloso, con il così detto "vialone" che porta poi a San Filippo. Spero che qualcuno intervenga e voglia risolvere, per la salvaguardia della incoluminità fisica dei cittadini, questa incresciosa situazione.

La saluto distintamente. Mario Contegiacomo.

E-mail: mariocontegiacomo@libero.it
Mario Contegiacomo

Il Direttore risponde:

Gentilissimo sig Mario, grazie per la segnalazione.

Non solo la gireremo all'Amministrazione Comunale ma approfondiremo la problematica nel prossimo numero del nostro mensile "30 dì" che oggi è stata lanciato.

Approfitto per invitare altri lettori ad inviarci foto o segnalazioni di altre "selve cartellonistiche" che crediamo sopravvivono tranquillamente nella nostra città.

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