La scomparsa di quindici reni in un ospedale di Napoli è una notizia che sconvolge.
Quindici reni, di altrettanti donatori, pronti per essere reimpiantati in quindici dializzati che non solo avrebbero avuto una possibilità di ritorno alla vita normale ma che sarebbero riusciti anche ad abbassare la spesa sanitaria di oltre due milioni di euro l’anno. Una spesa che a Napoli sta portando al collasso il sistema e che in queste ore registra uno stato di fatto da molti paragonato al disastro economico greco.
Una follia.
Soprattutto se consideriamo che la gestione della sanità pubblica, in alcune regioni, è completamente allo sfascio.
Noi pugliesi per ora sembriamo immuni da questa catastrofe, non solo economica, ma dovremo continuare a mantenere alto il livello di guardia per evitare di essere coinvolti in una spirale che attenterebbe alla nostra salute e alla nostra economia in maniera irreversibile.
Un’attenzione che deve vederci tutti coinvolti insieme alla politica e alle istituzioni. Perché non abbiano a ripetersi situazioni di malasanità che al momento sembrano soltanto averci sfiorato ma che potrebbero risultare deleterie anche per noi se non attentamente monitorate.
Ho collegato questa notizia ad un evento che ha dimostrato come un’attenzione forte e una sensibilità diversa hanno portato a cambiare la vita ad un nostro amico e concittadino e, di fatto, a ridurre sensibilmente la spesa sanitaria.
È bastato un donatore vivente e un sistema sanitario efficiente perché un miracolo si compisse.
Sto parlando della sorella di Vincenzo Capozza, Maria, che 18 anni fa ha donato il proprio rene al fratello, in dialisi da parecchio tempo. Un gesto che ha cambiato la vita di entrambi.
Si è trattato di un atto non solo di generosità, come ci ha ricordato Don Battista nei festeggiamenti organizzati per ricordare la donazione e la rinascita, ma anche di carità disinteressata verso l’altro.
Praticamente un semplice atto d’amore.
Ne basterebbe uno simile, anche di altra natura e meno importante di questo, da parte di ognuno di noi per cambiare la nostra società.
Non faremmo solo un dono all’altro ma faremmo un regalo anche a noi stessi.