La contaminazione delle idee targata FAU Festival, il bilancio

Dal 20 al 29 luglio si è tenuto a Putignano il Festival di Fabbricazione e Arte Urbana. Un evento che –  realizzato in collaborazione tra Basics Architecture di Barcellona e le Associazioni Warrols di Putignano, Venti di scambio di Conversano e Ital di Bari – ha visto coinvolte grandi e piccole aziende, imprenditori, docenti universitari provenienti da Italia e Spagna e giovani talenti del territorio.

Per 10 giorni in piazza Plebiscito più di 50 ospiti hanno raccontato la loro storia, stimolato riflessioni sull'importanza dell’innovazione, tecnologica e sociale, e dato valore alla condivisione di idee e competenze.
L’ex macello comunale, oggi sede del Laboratorio Urbano I MAKE, e uno degli l’hangar messo a disposizione della Fondazione del Carnevale di Putignano, sono state la casa delle idee del Fau Festival ospitando 5 workshop tematici. Una casa abitata da designer, architetti, insegnati, ingegneri, artisti e tanti giovani e giovanissimi studenti, tutti accomunati dal desiderio di dar vita ad un nuovo concetto di innovazione che, partendo dalle risorse del territorio e dalla tecnologia Open Source, possa forgiare sul lungo periodo un futuro in sintonia con la natura e i bisogni della comunità. Per raggiungere questo obiettivo, prezioso è stato il sostegno di 27 piccole e grandi aziende del territorio e privati cittadini che, a vari livelli, hanno contribuito alla realizzazione del progetto, completamente autofinanziato, con oltre 15mila euro di investimenti.
I primi traguardi del FAU Festival sono già visibili a tutti. Durante i 5 workshop infatti, oltre 70 partecipanti hanno realizzato 5 opere di arredo urbano già collocate ad I MAKE, 5 stampanti 3D e 1 istallazione artistica che verranno donate alla comunità.
A breve partirà al LUC – Laboratorio Urbano di Conversano una nuova edizione dell’URBAN LAB. Il workshop è finalizzato all'autocostruzione di opere di arredo urbano in sintonia e sinergia con lo spazio abitativo circostante a partire dall'analisi dei bisogni dei cittadini.
Inoltre l’energia generata dagli incontri e dalle collaborazioni nate durante il FAU Festival verrà presto incanalata negli Atenei di Fabbricazione: spazi aperti alla comunità, dove saranno allocate le stampanti 3D e in cui giovani, adulti e anziani potranno entrare in contatto con l’innovazione tecnologica, sociale ed economica, condividere idee e competenze, sviluppare i propri talenti e realizzare progetti.
Tutto questo è stato possibile grazie al maestro cartapestaio Deni Bianco, agli architetti Alessio Verdolino, Rodrigo Rubio Cuadrado, Ruxandra Iancu Bratosin e all’ingegnere Alessandro Mattoccia venuti appositamente da Barcellona, all’architetto Apostolos Mouzakopoulos giunto da Londra, ai 25 giovani studenti che hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro e ai 15 volontari che hanno creduto nella missione del FAU Festival e hanno messo al servizio del progetto competenze, tempo e professionalità.

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