UISP ’80 rinuncia alla serie C e trasferisce la squadra ad Acquaviva

La decisione a causa delle tariffe fuori misura imposte dall’Amministrazione Giannandrea per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali
Il momento che speravamo di non dover affrontare, la notizia che non avremmo mai voluto dare. Senza troppi fronzoli, né giri di parole, la situazione sta in questi termini: la Uisp ’80 è costretta a rinunciare al titolo di serie “C” di pallavolo femminile e ripartire dal campionato di serie “D” ma, soprattutto, trasferisce tutte le attività sportive legate alla prima squadra da Putignano ad Acquaviva delle Fonti, altra cittadina che da qualche anno gravita nell’orbita della società biancazzurra.

Di fatto, scompare a Putignano la pallavolo seniores (quella degli adulti, per intenderci) e restano solamente le attività del settore giovanile, col rischio che anche queste possano essere seriamente compromesse.

Il motivo è presto detto ed è anche facilmente intuibile, stando alle polemiche delle ultime settimane: al momento vi sono troppe incertezze relativamente alla gestione degli impianti sportivi comunali e, al contrario, per affrontare un campionato della portata della serie “C” occorrono certezze granitiche che questa amministrazione comunale ha scelto deliberatamente di far venire meno con un colpo di spugna. Anzi, a suon di tariffe, imponendo costi spropositati, impossibili da sostenere per una società dilettantistica, ancor più una società come la nostra che, oltre a partecipare al proprio campionato di vertice, impegna decine di ore settimanali per le attività ludico-ricreative rivolte a centinaia di bambini ed anziani.

Ogni classe politica prende le sue decisioni e quella di Putignano ha deciso che lo sport non è una priorità da sostenere, al contrario è un elemento di disturbo da contrastare. In qualunque altra realtà cittadina lo sport viene visto come un valore imprescindibile per la crescita, lo sviluppo, la coesione sociale, la promozione del territorio, il miglioramento della qualità della vita dei propri abitanti. Qui, invece, sembra di essere su un altro pianeta, dove tutto è più difficile, dove tutto è più strano, dove molto spesso le cose non hanno un criterio logico. Non è un caso che ad Acquaviva delle Fonti la Uisp ‘80 abbia ricevuto un’accoglienza calorosa alla decisione di trasferire la squadra, come farebbe ogni Amministrazione Comunale che vede la propria città arricchirsi di qualcosa di nuovo.

Giusto per non essere fraintesi o strumentalizzati, parliamo di tariffe che variano dai 6 agli 8 euro all’ora, a seconda della struttura sportiva. Per la Uisp ’80 significherebbe un aumento di gestione di circa 8.000 euro all’anno, cui andrebbero ad aggiungersi anche le spese vive. Se pensiamo che lo scorso anno la società ha avuto un attivo di bilancio di 2.800 euro, vorrebbe dire che in una sola stagione la Uisp manderebbe alle ortiche i propri bilanci e chiuderebbe battenti. E forse c’è qualcuno che spera di raggiungere proprio questo obiettivo.

Alcune considerazioni sulla vicenda da parte del presidente Gino Nardelli: "E’ stata una scelta forzata, anche perché finora non abbiamo visto segnali di ravvedimento da parte dell’Amministrazione Giannandrea. Vanno avanti a testa bassa senza ascoltare le ragioni delle società sportive e delle tante famiglie putignanesi che grazie ad esse riescono a garantire ai loro figli la possibilità di fare sport. L’alternativa sarebbe quella di aumentare le quote di partecipazione dei nostri iscritti, ma il nostro principio base è ben noto, Lo sport per tutti, per questo non abbiamo alcuna intenzione di speculare su chi da anni ci concede la sua fiducia in maniera incondizionata. Posso anche sforzarmi di comprendere che tutto abbia un costo, ma questo dev’essere ragionevole: nella vicina Noci il palazzetto dello sport, ovvero la struttura principale, ha una tariffa oraria di circa 4 euro e in più c’è il personale del Comune a disposizione; a Putignano la tariffa del palazzetto è di 8 euro, e ne pretendono 6 per palestre come ad esempio quella di De Gasperi che ha dimensioni ridicole rispetto ad un campo di pallavolo. Senza considerare che da anni oramai le pulizie delle strutture le facciamo noi, e questo non ci è stato mai minimamente riconosciuto. Riteniamo che l’unica soluzione per il futuro sia quella di azzerare e rivedere completamente il tariffario, convocando un tavolo di concertazione tra Comune, scuola ed associazioni sportive in modo da poter definire gli ambiti di disponibilità ed organizzazione delle competenze relative all’utilizzo degli impianti. Diversamente, tra un anno saremo qui a recitare un autentico De Profundis dello sport locale, in uno scenario cittadino che si fa sempre più desolante, a tutti i livelli e in tutti i settori".
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