I primi 5 anni di attività di “I Make”: il bilancio e le prospettive

Il consorzio “I Make”, ente gestore del Laboratorio Urbano di Putignano nell’ex Macello Comunale, ha presentato il report di tutte le attività svolte nei suoi primi 5 anni.

Aperto nell’estate del 2011, il laboratorio è diventato un punto di riferimento per l’aggregazione, gli eventi culturali e la crescita giovanile; la struttura è rinata grazie al progetto “Genius Loci-Grotte”, presentato dalle Amministrazioni Comunali di Putignano e Castellana Grotte nell’ambito del programma regionale “Bollenti Spiriti”, che ha finanziato il recupero funzionale sia dell’ex Macello Comunale di Putignano che della scuola rurale di Genna a Castellana Grotte.
A gestire il Laboratorio Urbano putignanese, sin dal 2011, è il consorzio composto dalle Associazioni “Sviluppo Europa”, “Putignanonelmondo”, “Primo Teatro” e “Piccola Bottega Popolare”.

La pubblicazione del report, consultabile sul sito ufficiale di I Make, è stata l’occasione per un’intervista a Francesco Notarangelo, coordinatore delle attività.
Com’è cambiato l’Ex Macello Comunale in questi cinque anni?
Prima di tutto è cambiato il suo aspetto ed è cambiato in funzione delle attività, dei progetti, delle idee e dei sogni che al suo interno sono stati realizzati. Con il Progetto RICREA, di sostegno alla gestione, abbiamo ricolorato le stanze e realizzato con Deni Bianco la grande balena di ferro che ha dato vita alla facciata del Macello. Nel 2015 è stata effettuata la ristrutturazione di nuovi spazi (non tutti completamente fruibili a causa di problematiche strutturali) grazie ad un progetto finanziato dall’E.T.C.P. Greece-Italy 2007/2013. Ora c’è la possibilità di ospitare artisti in una foresteria e realizzare workshop e progetti di autocostruzione in un piccolo Fab Lab. Quest’ultimo è stato al centro della seconda fase Progetto RICREA, grazie al quale sono stati realizzati diversi elementi che hanno nuovamente trasformato e colorato la struttura.

Com’è cambiato Putignano, invece, in questi anni da un punto di vista culturale?
Putignano è molto cambiata dal 2011 ad oggi: i vari progetti di riattivazione del Centro Storico, il fermento delle associazioni giovanili, la necessità di attivare spazi e la voglia di molti di organizzare eventi e rassegne in ambito artistico e non solo, fa di Putignano una realtà interessante, seppur non ancora matura, nel panorama culturale del nostro territorio. Quello che spesso manca in questo settore è la coesione e la visione strategica del sistema culturale, che molte volte si basa su nicchie ristrette di fruitori assidui che ne consentono la sostenibilità.

Che impatto ha avuto il Laboratorio Urbano sul territorio?
Riteniamo che il Macello abbia svolto nel tempo la funzione di stimolare, di far emergere nuove esigenze e di rispondere in parte a richieste del territorio. Alcune realtà putignanesi hanno dimostrato da subito interesse e disponibilità nel costruire insieme un luogo che fosse aperto a tutti, che fosse a disposizione di tutti e che fosse interesse di tutti. Tra questi cito solo i più vecchi e stabili frequentatori del Macello, senza dimenticare le nuove realtà che lo animano ogni giorno e che ringraziamo enormemente: Augusta dall'Arche con il suo progetto di educazione musicale, Luigia Bressan con le attività in campo artistico, Frederic Cabaz con il corso di Tai Chi e Piero Notarnicola con la scuola di TAIKO, che è cresciuta all'interno del Macello e, oltre ad essere una delle poche in Italia, è davvero motivo di orgoglio per noi. Tra le collaborazioni c'è stata, ad esempio, una buona sinergia con la Fondazione del Carnevale di Putignano e il con il GAL Trulli e Barsento. Il rapporto con il Comune è sempre stato saltuario, probabilmente perché esso già dispone di spazi da animare come la Biblioteca e il Chiostro, ma nel 2016 abbiamo ospitato il Progetto "WORK INTEGRACTION" dell'Assessorato alle Politiche Sociali. Grazie al progetto RICREA del 2014, nuove realtà si sono affacciate alla struttura, sono nate attività importanti come Coolturalmente, Sonic Town e Cultivar, e soprattutto si è rafforzata la collaborazione continua con la Radio JP, il Kode_1 e le Associazioni Ubuntu e Warrols.

Quali sono le difficoltà maggiori incontrate?
Avviare il Macello non è stato affatto semplice. L'idea di una proprietà pubblica a gestione privata è stata la vera novità dei Laboratori Urbani e dei Bollenti Spiriti ed è stata forse la sfida più grande, soprattutto se si pensa che la gestione di spazi è stata affidata ad associazioni di giovani (alcuni di noi avevano meno di 25 anni quando abbiamo iniziato). Il territorio non ha subito compreso che uno spazio a gestione privata avesse dei costi alti e anche gli Enti Locali non hanno forse considerato l'approccio di una cittadinanza abituata ad avere la Sala Giunta o la Biblioteca a disposizione gratuitamente. Adesso che anche la biblioteca ha un tariffario forse questa percezione è cambiata. A questo si sono aggiunti alcuni problemi di carattere strutturale (riscaldamento, aria condizionata, depositi, agibilità) e i primi anni abbiamo dovuto affrontare non poche difficoltà per poter svolgere le attività ordinarie. Se inizialmente, grazie a sostegni regionali, siamo riusciti ad avere dei dipendenti e dei collaboratori, oggi ci basiamo solo sul lavoro dei volontari e nonostante questo le attività sono sempre di più e la struttura è sempre più viva.

Il Laboratorio ha dei programmi annuali con attività di ogni genere: corsi, rassegne, workshop e molto altro, non realizzate unicamente da Consorzio ma anche dalle realtà territoriali. Tra tutti i progetti e gli eventi, qual è quello più ambizioso o rappresentativo della realtà?
Sicuramente la seconda fase del Progetto RICREA. Nel 2015 abbiamo avviato un progetto molto ambizioso per attivare nuovi e vecchi spazi della struttura coinvolgendo diversi giovani professionisti nei settori del design, dell'architettura, della musica e della comunicazione. Con loro abbiamo partecipato al percorso "FOODING" promosso dallo IAMB e lavorato all'ideazione di una strategia basata sull'idea che il FAB LAB, l'ORTO e la CUCINA, affiancati dalla Foresteria, potessero fare da motore per la sostenibilità del luogo. Così sono nati i Workshop con il collettivo di ingegneri e architetti "Metriquali" per la costruzione degli Orti e del Bar Esterno, il coinvolgimento di 10 artisti pugliesi e dell'Illustratrice Carla Fuentes per la personalizzazione del Punto Ristoro (che ha preso il nome di Ristorto) e degli Orti e l'incontro con alcuni studenti internazionali dello IAMB per la prima semina dell'Orto del Mediterraneo. È stato un anno fantastico!

Quali sono gli aspetti da potenziare e gli obiettivi futuri?
Inizieranno a breve i lavori di sistemazione degli spazi che serviranno a migliorare la fruibilità di alcuni ambienti ma soprattutto a risolvere alcune problematiche che rendono ad oggi inutilizzabili alcuni ambienti come la Sala Mediterraneo. Sicuramente gli obiettivi futuri sono il rafforzamento delle attività che garantiscano la sostenibilità dello spazio e il consolidamento del rapporto con l'Ente Locale Proprietario, aspetto fondamentale e imprescindibile per un buon funzionamento del Macello. Siamo tornati, anche per questa stagione estiva, ad affidare "RISTORTO" al Ristorante "Chi Va Piano" in quanto risponde alle domande di una cucina salutista, biologica e a Km0, elementi cardine della funzione sociale che il luogo deve avere.  
In questi anni non siamo riusciti a consolidare i rapporti e a far affezionare alla struttura molte importanti realtà, giovanili e non, di Putignano; speriamo di riuscirci in futuro e speriamo di far comprendere a tutti la nostra voglia di sviluppare un luogo unico, innovativo, condiviso e sostenibile per la crescita di tutte le realtà che vorranno farne parte e per il Paese intero.

Nell’ultimo anno, non compreso nel report, il Macello si è confermato essere un centro culturale ancora molto attivo e ha ospitato 5 rassegne musicali e un totale di 26 concerti, una rassegna di cinema e una di incontri culturali, 10 corsi annuali tra pittura teatro, musica e benessere, tre progetti di carattere sociale, workshop in ambito musicale e gastronomico. A queste attività si aggiungono quelle pensate per i più piccoli, con quasi 2000 bambini provenienti da tutta Italia, i quali hanno svolto laboratori sulla cartapesta, pittura e natura, grazie alla Cooperativa IRIS e Tipica Tour.

Anche il cartellone eventi di questa estate è ricchissimo di eventi e progetti: il FAU - FESTIVAL DI FABBRICAZIONE E ARTI URBANE che vede coinvolte numerose realtà locali e ben 4 Laboratori Urbani; le due rassegne musicali SONIC TOWN, realizzata con RADIO JP, e VERDE realizzata con Ubique; il Festival FATTI DI STORIE curato da UBUNTU e realizzato insieme all'Associazione l’ISOLA CHE NON C'È.

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